San Giorgio 2013
Data di pubblicazione: 31/05/2013
S. Giorgio Zona Salerno 2013.


Quest’anno la Zona Salerno ha svolto il suo “S. Giorgio” a Cicerale, ospite della nascente comunità MASCI del luogo, e prima di inoltrarci nel racconto di quanto abbiamo vissuto desidero far conoscere un po’ di Cicerale copiando la stessa presentazione utilizzata dal comune sul sito istituzionale.

LA STORIA


L’origine del toponimo Cicerale è verosimilmente spiegata dal motto che campeggia nello stemma comunale: Terra quae cicera alit, “Terra che nutre i ceci”. Percorrendo l’antica via Poseidonia, che da Paestum si snoda attraverso il Cilento, si giunge a Cicerale, borgo d’origine medievale che domina fieramente sul corso del fiume Alento.

Il paesaggio circostante, pervaso dalla rigogliosa e incontaminata Macchia mediterranea, custodisce gli emozionanti segni della storia: le vestigia delle civiltà classiche, gli antichi eremi bizantini e benedettini, le aspre fortezze longobarde e le austere torri normanne. Il risultato è un’inedita combinazione tra il fecondo riserbo dei luoghi e la spudorata bellezza della natura: un richiamo irresistibile per i conquistatori del passato e per i turisti di oggi.

La prima notizia del borgo di Cicerale si ritrova in un documento del 1461, anno in cui Ferdinando I d'Aragona sottrasse il feudo alla famiglia Capano per concederlo ai Sanseverino, nobile casata di origine normanna.
Probabilmente, il nucleo primitivo del paese sorgeva in località Bocca di fava e si chiamava Corbella.
Il piccolo centro fortificato subì le asprezze sia della guerra del Vespro sia della congiura dei Baroni: ancora oggi si possono vedere i ruderi del castello situato in vetta al Monte Battaglia, lungo il versante del Monte Sant’Andrea, a nord di Cicerale.

La posizione strategica del borgo Ciceralensis, di diretto controllo sulla viabilità tra la piana di Paestum e quella di Velia, ne consentì la sopravvivenza attraverso i secoli e nonostante i cambi di feudatari. I Sanseverino affidarono il borgo ai Gentilcore; nel 1636 esso passò ai Carafa, in seguito al ramo dei Carafa-Primicile che lo mantennero fino al 1806, data di abolizione della feudalità.
Il nobile passato, la vitalità e l’operosità di Cicerale trovano il loro simbolo nel santo patrono: Giorgio, l’indomito cavaliere che vinse un orribile drago nel segno di Cristo. Inoltre, il nome del santo deriva dal greco gheorgòs, “contadino”, e sembra richiamare un’altra “gloriosa” tradizione del paese: i ceci, talmente unici e gustosi da meritare un accurato disciplinare di produzione che impone la coltivazione biologica certificata AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica). (Fonte comune di Cicerale).

Ora che la conoscenza è avvenuta possiamo parlare del "S. Giorgio" che aveva come filo conduttore "L’amore cristiano o è umile o non è amore di Dio" .

Le Comunità partecipanti si sono incontrate a Cicerale alle ore 9,00 e iniziato le attività con il cerchio di gioia e di conoscenza. Sono state formate cinque Comunità di Servizio, le quali hanno discusso e meditato sull’omelia tenuta da Papa Francesco nella XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù, Domenica, 24 marzo 2013, in cui sono donate tre parole: gioia, croce e giovani; e sul pensiero di S. Pio da Pietrelcina “L'Uomo che, superando se stesso, si china sulle piaghe del fratello sventurato eleva al Signore la più bella, la più nobile preghiera, fatta di sacrificio, di amore vissuto e realizzato, di dedizione in corpo e spirito. In ogni uomo ammalato vi è Gesù che soffre! In ogni povero vi è Gesù che langue! In ogni ammalato povero vi è due volte Gesù che soffre e langue!".

Le Comunità, nel tempo a loro disposizione, hanno lavorato sodo arrivando a delle bellissime conclusioni.
Dopo la Santa Messa, è avvenuta la condivisione delle conclusioni raggiunte dalle Comunità di Servizio. Queste riportate su un manifesto saranno donate a tutte le comunità della zona così da continuare la condivisione e il lavoro nelle proprie comunità di appartenenza.
Ma … improvvisamente, ci siamo accorti che il tempo è corso e di essere arrivati all’Agape fraterna e …qui il MASCI "mascella" ha continuato la condivisione! Sorvoleremo sulle cibarie presenti sul tavolo, ma … le foto vedi foto raccontano bene l’enorme sforzo fatto dai partecipanti a … contenersi nel non tuffarsi sulle diverse leccornie preparate magistralmente dalla nascente comunità di Cicerale, la quale si è ben calata nello spirito MASCI.

La ripresa delle attività è stata un po’ faticosa ma ci ha aiutato un organettista locale, il quale dopo i rompicapi enigmistici, presentati dalla comunità Scafati 1, che avevano come filo conduttore le meditazioni svolte nella prima parte del campo e al termine queste sono state rappresentate in scenette stile scout. La giornata si è conclusa accompagnati dell’organetto con balli etnici, quadriglia, valzer e tanto altro.

Il cerchio di chiusura ha terminato il campo, con l’arrivederci al prossimo incontro.
Ciò che è rimasto a chi ha scritto questo scarno racconto la ricchezza della giornata, le facce felici dei partecipanti, il restare di chi doveva andare via prima e … il dispiacere che una così bella giornata sia stata così “corta”.

Buona Strada.

Scoiattolo Volante